UNA PRIMAVERA… ELETTRICA

La mobilità sostenibile si traduce nelle vetture a impatto zero.

Come la nuova Dacia Spring, modello full electric della Casa rumena: una soluzione conveniente per chi sceglie l’ozpione ecologica.

Si fa presto a dire elettrico : il mercato dei veicoli che sfruttano una power unit completamente priva di elementi termici è sì in costante crescita ma sconta ancora oggi alcuni peccati originali.
Poche colonnine pubbliche, tempi di ricarica notevoli, scelta a listino ancora molto ridotta e prezzo generalmente alto sembrano sconsigliare la clientela dal rivolgersi alla scelta elettrica. Ma almeno per l’ultima questione in ballo, vale a dire il costo chiavi in mano, qualcosa di alternativo c’è.

Si chiama Dacia Spring ed è anagraficamente l’ultima nata della Casa rumena costola low-cost del colosso Renault. E come tutte le Dacia coniuga l’esigenza del cliente di un veicolo affidabile e robusto con una combinazione tra tecnologie affidabili ma a prestazioni modeste e basso costo del prodotto finito.
Scelta al risparmio? Certo, ma il mercato non può reggersi solo sul top di gamma o sull’estrema ricerca dell’eccellenza, quindi c’è spazio anche per una alternativa ad un prezzo umano.

COM’È FATTA: VISTA DA FUORI
Iniziamo dalla categoria di riferimento: la Dacia Spring è una Categoria A, cioè una vettura da città. Pensata per il movimento urbano, ha volumi appositamente ridotti che facilitano le manovre nei centri storici e nella ricerca spasmodica di parcheggio, sacrificando qualcosina in termini di comodità interna. La lunghezza di 3,730m ed il passo da 2,420m la rendono sufficientemente agile in ogni contesto oltre che adatta a qualunque box auto, anche il più angusto grazie ad una larghezza da 1,580m che non preoccupa minimamente per gli ingombri laterali, mentre l’altezza inferiore a 1,5m rende tranquillo l’ingresso in ogni rampa di garage. Le ruote montano pneumatici da 16,5”, commisurate alle dimensioni della vettura e che garantiscono una buona scelta di pneumatici sul mercato. Il family feeling con gli altri modelli a listino della Casa è immediato sin dalla prima occhiata, con la calandra frontale che richiama il celeberrimo Duster o il Sandero: a differenza delle colleghe termiche, però, dietro la mascherina col logo del costruttore si nascondono le prese per la ricarica, rapida (mezz’ora circa) o full (dalle 12 alle 14 ore)
– il cavo per sfruttare l’utenza domestica però è optional, a 400 euro in più rispetto alla dotazione base. L’esterno della Spring si completa con le barre superiori che presentano un curioso inserto colorato e che contribuiscono a darle le sembianze di una sorta di ibrido tra le summenzionate sorelle maggiori di cui, tuttavia, condivide ben poco.
Il portellone posteriore di carico si aziona con una doppia manovra, premendo il pulsante e sollevando al contempo: è un movimento che richiede un minimo di pratica e che sfugge alle comodità attuali di tanti modelli concorrenti che prevedono l’automatizzazione, ma Dacia significa anche risparmio del superfluo per cui non c’è da stupirsi ma da accettare la mancanza con filosofia. Si potrebbe far meglio anche per la chiave d’accensione, classicissima e non retrattile, pur se inserita in un telecomando per apertura e chiusura a distanza delle serrature.

COM’È FATTA: GLI INTERNI
Se dall’esterno l’impressione di compattezza è piuttosto evidente, non si può dire che questa venga smentita dall’ingresso nell’abitacolo. La regolazione dei sedili è sempre e comunque manuale con leveraggi posteriori e laterali, come si usava venti e più anni fa; lo stesso vale per gli specchietti. Insomma, bando all’elettronica e via libera solo alla praticità. La seduta è comoda a patto che riguardi persone di statura inferiore il metro e 80 d’altezza: al di sopra, specie per il guidatore, si può avvertire qualche fastidio dovuto anche all’assenza dei leveraggi per la regolazione dell’altezza e della distanza del volante, che è fisso. Questa purtroppo è una delle pecche più evidenti della vettura al pari delle plastiche che sono poco definite oltre che dei comandi non ben distribuiti: è abbastanza incomprensibile la scelta di posizionare un bottone per le regolazioni a centro cruscotto, in corrispondenza del tachimetro digitale, invece di utilizzare il pannello dell’entertainment (ridotto a radio e navigatore) in plancia. Questo è un dettaglio su cui si spera che i tecnici Dacia possano lavorare in futuro, così come la posizione in alto tanto dei tasti del volume della radio quanto dell’unica presa USB. I comandi di sicurezza, dagli airbag all’ESP, ci sono tutti, compreso il blocco di portiere e cristalli che è sempre gradito dalle famiglie con bambini Under12. La versione in prova poi è dotata di sensori posteriori di parcheggio e telecamera, accorgimenti utili per la manovra in retromarcia anche se non sarebbe male in futuro prevedere la dotazione di sensori anche all’anteriore per un completo controllo del veicolo in manovra. Le sedute posteriori sono ugualmente comode, stante anche la scelta dell’ecopelle come rivestimento; con i sedili anteriori posizionati al massimo all’indietro, l’abitabilità dei passeggeri retrostanti è comunque ridotta oltre che sconsigliata per le persone alte o con una struttura fisica importante. Il bagagliaio, dove è presente un kit di sostituzione ruota in apposita custodia di feltro, non fa certo miracoli anche se i 290 litri nominali sono più che sufficienti per accogliere una spesa famigliare al supermercato – in caso di carichi maggiori, si possono reclinare i sedili posteriori aumentando la capienza a 620 litri.

COME VA SU STRADA
La Spring è una citycar dalle dimensioni un po’ più generose rispetto ad altre concorrenti ma le prestazioni sono commisurate alla sua natura. L’accelerazione non è bruciante, anzi: da fermo occorrono quasi 20 secondi per arrivare a 100 km/h mentre la velocità massima dichiarata di 125 km/h è raggiungibile solo dopo un lungo lancio – nelle nostre prove, in condizioni particolari si sono toccati i 129 km/h – e comunque a prezzo di evidenti vibrazioni provenienti dal cofano motore. La silenziosità, caratteristica peculiare delle auto elettriche, è decisamente migliorabile: il sibilo del propulsore è avvertibile all’interno dell’abitacolo in diverse circostanze anche se non diventa mai fastidioso in assoluto. Buona invece la coppia, che è distribuita in maniera piuttosto saggia specie nei percorsi ricchi di curve in cui si avverte una apprezzabile precisione dello sterzo; diverso discorso per le curve ad alta velocità in cui occorre mantenere una presa attenta anche se non eccessivamente salda sul volante.
L’habitat naturale della Spring è ovviamente la città in cui l’elettrica di Casa Dacia trova occasioni per farsi apprezzare dalla clientela. L’agilità nelle manovre nel traffico è buona, anche se le dimensioni del lunotto non consentono una piena visuale dallo specchietto centrale. Nelle manovre di parcheggio la vettura si muove senza incertezze, con l’unico handicap del comando sonoro della retromarcia che è un po’ fastidioso. Mancando la posizione di parcheggio nel comando a rotella che governa il cambio automatico, occorre ricordarsi di azionare il freno a mano con la cara, vecchia leva dopo aver parcheggiato e selezionato il comando della messa in folle.

GIUDIZIO COMPLESSIVO
Nessun effetto speciale, tanta concretezza, molti aspetti migliorabili ma ad un prezzo difficilmente contrastabile. Dacia Spring è sicuramente una ventata di primavera nel panorama delle vetture elettriche e si rivolge a quella fetta di clientela che vuole esplorare il comparto full electric attirata dai vantaggi (esenzione da bollo, incentivi statali, possibilità di accesso in ZTL, parcheggio libero anche su aree a pagamento) ma spaventata dagli alti costi. Certo, occorre abituarsi ad alcune scomodità o rinunciare a determinati benefit, ma se l’obiettivo è quello di ottenere un mezzo pratico, economico, rispettoso dell’ambiente e facile da condurre e da posteggiare, Dacia Spring fa decisamente al caso vostro.

LE DUE VERSIONI DISPONIBILI – Comfort Electric a 19.703,4 euro e Comfort Plus Electric a 21.203,4 euro – permettono di neutralizzare i timori riguardanti il prezzo normalmente impegnativo di una vettura a propulsione interamente elettrica, senza ovviamente contare gli incentivi statali che possono ulteriormente abbassare la quotazione. L’autonomia da circa 180 km d’altronde non permette viaggi lunghi ma è parametrata sulle esigenze domestiche di una famiglia, dal tragitto casa-lavoro-casa al trasporto dei figli a scuola o agli impianti sportivi, passando per la spesa al supermercato o l’uscita nel weekend per un giro al centro commerciale piuttosto che per una rapidissima gita fuori porta – a patto che sia compresa in un range che non travalichi i confini provinciali.

La Spring è indicata anche come seconda auto per quelle famiglie che cercano un’alternativa elettrica, a costo contenuto, alla vettura ordinaria normalmente utilizzata per viaggi a medio-lungo raggio oppure per muoversi nei giorni di blocco totale del traffico veicolare.

Si ringrazia Borsoi Srl per la concessione del veicolo in prova. Per ulteriori informazioni www.borsoi.net

di Federico Bettuzzi