Gianni Ephrikian

Il maestro trevigiano incoronato a Los Angeles “International Artist of the Year”

Compositore, direttore d’orchestra e figlio d’arte, Gianni Ephrikian rappresenta per la città di Treviso un vanto, un orgoglio. Ha collaborato con numerosi artisti di tutti i generi musicali e con la sua etichetta disco-grafica “Holly Music” ha prodotto svariati dischi con sue orchestrazioni e direzione d’orchestra. Nel 2015 e 2016 è stato premiato a Hollywood ai “Los Angeles Music Awards” come “International Artist of the Year” e “International Music Producer” per la musica strumentale (inedita). Nel 2017 ha ricevuto un premio a Las Vegas (The Best of Las Vegas) sempre per la musica strumentale e a novembre 2017 nuovamente a Hollywood come “Outstanding Inter-national Conductor”. E’ attualmente impegnato nel suo ultimo lavoro: un’opera moderna dal titolo “L’ottavo giorno”. Un lavoro impegnativo che prevede l’utilizzo di un attore re-citante, un’orchestra sinfonica, una rock band e un balletto moderno.
«Il bello – spiega il Maestro Ephrikian – è che si tratta di una cosa nata praticamente per caso”.

Ce lo racconta?
“Sto collaborando con un giovane talentuoso compositore napoletano, Stefano Gargiulo, che è stato premiato nel 2014 a Hollywood come miglior album strumentale e che mi ha suggerito di partecipare. “Fai una musica splendida – mi ha detto – perché non provi?”. Io non ho mai partecipato a concorsi, non sapevo nemmeno da che parte iniziare, ha fatto tutto lui. Dopo qualche settimana mi hanno informato che ero tra i nove artisti nel Mondo che erano stati nominati, invitandomi a Los Angeles. La cerimonia si è tenuta al “Whisky a go go”, storico locale dove hanno suonato un po’ tutti i grandi, dai Doors a Jimi Hendrix. La mia categoria è stata l’ultima ad essere assegnata, era ormai quasi l’una di notte. Devo ammettere che la tensione era alle stelle, ma non pensavo proprio che avrei vinto. È stata ovvia-mente una grande gioia e una grande emozione. In seguito al premio ho ricevuto molti contatti e proposte. Sto preparando dei provini di musiche a tema per delle case di produzione cinematografiche americane, mentre ho detto di no a chi mi proponeva di fare qualche tappeto per delle fiction italiane: non mi interessa questo genere di composizioni.
Preferisco dedicarmi alla mia casa discografica Holly Music, che ora viene distribuita in 34 paesi. Il mio prossimo impegno è poi una grande opera rock con orchestra sinfonica, coro, un baritono, un tenore, un soprano e una rock band. È un progetto molto importante che coinvolgerà anche un grande regista, il cui tema resta però al momento top-secret».

Il premio ottenuto negli Stati Uniti assume anche un maggior valore emozionale visto che il disco “Water for Africa”, realizzato con il Venetian Dream Ensamble, è legato ad un’iniziativa umanitaria.
“Mia sorella Laura (ex moglie di Gianni Morandi, ndr) da moltissimi anni si occupa di iniziative umanitarie per l’Africa, in particolare della creazione di nuovi pozzi d’acqua – spiega l’arti-sta trevigiano – e questa suite farà da colonna sonora ad un cartone animato su questo tema. È incredibile pensare che c’è gente che al mattino si sveglia e fa venti chilometri a piedi per andare a prendere l’acqua che gli serve per sopravvivere. E costruire un pozzo costa 800-1000 euro, un decimo del costo di un’arma. L’acqua in futuro sarà sicuramente una delle grandi problematiche del mondo”.

Sin da subito Gianni Ephrikian si è specializzato nella musica strumentale, spaziando dalla musica classica contemporanea alle colonne sonore. Cosa le piace maggiormente?
“Non sono capace di scrivere canzoni – racconta il compositore – in una canzone devi fare una sintesi estrema e condensare tutto in tre minuti. Una composizione ti lascia invece molto più spazio e libertà per sviluppare le tue idee.
Naturalmente ci vuole un grande lavoro, io compongo per circa 10 ore al giorno. Soprattutto scrivere per un’orchestra è davvero faticoso: per scrivere una par-titura di un minuto per tutti gli strumenti ci vogliono circa cinque o sei ore”.

Il premio ottenuto a Los Angeles è anche un riconoscimento alla musica italiana.
“Non dobbiamo come sempre – afferma Ephrikian – svilire la qualità della creatività italiana: il livello della nostra musica è altissimo, fa parte del nostro DNA. Basti pensare a compositori come Rota, Morricone, Donaggio, Sartori o a strumentisti bravissimi come Bollani. Un discorso diverso è invece la cultura mu-sicale di chi ascolta. Qui in Italia purtroppo non si insegnano le basi della musica, che sono fondamentali per capirla, non si insegna ad ascoltare”.

Il suo rapporto con l’Africa è da sempre molto intenso.
“Il brano “Angeli” mi è stato ispirato quando in una città africana vidi dei ragazzi a bordo di una strada che annusavano colla e solventi per stordirsi e non sentire la fame e il disagio di una vita senza speranza. Sempre in africa ho visto donne e bambini fare chilometri per cercare dell’acqua ed ho partecipato alla loro felicità quando nel loro villaggio fu costruito un pozzo”.

Il vostro cognome viene associato a Gianni Morandi…
“Con mia sorella Laura sono rimasti sposati dal 1966 al 1979 e hanno avuto la figlia Marianna attrice ed ex compagna di Biagio Antonacci ed è stato un amore importante e non era difficile vederlo girare per Treviso”.

Avete mai lavorato assieme?
“Abbiamo inciso il lato B di un disco dal nome “una ragazza di nome MariaRosa”.

Quali sono i problemi legati alla musica in Italia?
“Non c’è cultura musicale perché non viene insegnata nelle scuole, basterebbe un’ora alla settimana”.

Ha visto l’ultimo Sanremo?
“Mamma mia… Si l’ho visto è una manifestazione sempre più povera sotto il profilo della qualità musicale”.

Che musica scolta?
“Un po’ di tutto ma soprattutto i grandi autori delle colonne sonore”.

Preferisce comporre o dirigere?
“Assolutamente comporre anche perché quando dirigo lo faccio con i brani scritti da me”.

CHI E’ GIANNI EPHRIKIAN

Compositore e direttore d’orchestra Ephrikian è figlio d’arte, infatti il padre Angelo fu, oltre che un valente direttore d’orchestra, anche colui il quale riscoprì, revisionò e pubblicò quasi tutta la totalità dell’opera vivaldiana.
Compiuti da bambino gli studi di teoria, solfeggio e pianoforte, nonostante fin dalla nascita fosse vissuto immerso nella musica barocca, nel finire degli anni ’50 Gianni fu inesorabilmente catturato dalla musica che a quel tempo furoreggiava: il rock’n’roll. Per qualche anno suonò vari strumenti (batteria, chitarra, basso elettrico) in gruppi rock, ma la passione per la musica orchestrale emerse prepotente nei primi anni ’70. Da allora in poi non smise mai di comporre. Costituì uno studio di registrazione di altissimo livello tecnologico dove cominciò a registrare le proprie composizioni, dapprima con organici orchestrali ridotti, poi sempre più numerosi. Ha collaborato con numerosi artisti di tutti i generi musicali e con la sua etichetta discografica “Holly Music” ha prodotto svariati dischi con sue orchestrazioni e direzione d’orchestra.

 

di Giampaolo Zorzo