Gian Paolo Gobbo “Padre della Lega e scopritore di talenti”

“Mi ritengo uno dei primi iscritti alla Liga Veneta che tra le varie cose ho visto nascere assieme a Marin e Rocchetta e poi credo siamo stati bravi a farla esplodere e i numeri parlano per noi”.

Dal banco del negozio di utensileria al banco del parlamento europeo il passo è breve.
Non per tutti ma se ti chiami Gian Paolo Gobbo e se nelle tue vene scorre sangue&politica allora tutto è possibile.
La sua carriera ha dello straordinario: nel 1999 si candida, tra le liste della Lega Nord, nella circoscrizione Italia nord-orientale, ed è stato eletto europarlamentare subentrando ad Umberto Bossi, Dapprima iscritto al gruppo di deputati indipendenti, poi alla sezione dei Non iscritti, è stato

GIAN PAOLO GOBBO CON LUCA ZAIA

membro della Commissione per l’industria, il commercio estero, la ricerca e l’energia e della Delegazione alla commissione parlamentare mista UE-Romania.
Ricandidato alle elezioni europee del 2004, è arrivato nuovamente secondo, dopo Bossi, nella circoscrizione nord-est, ma non è entrato al Parlamento europeo perché il leader della Lega ha accettato l’incarico proprio in quella circoscrizione.
A seguito di una differente riparti-zione, Gobbo diventa europarlamentare a novembre 2006 subentrando a Matteo Salvini e vi rimane fino a giugno 2008.
Alle elezioni regionali in Veneto del 1990 viene candidato dalla Lega Nord-Liga Veneta, venendo eletto nella circoscrizione di Treviso in consiglio regionale del Veneto, dove dal 1994 al 1995 è stato vicepresidente della giunta regionale del Veneto sotto il popolare Aldo Bottin.
Viene poi riconfermato alle regionali venete del 1995, dov’è stato capogruppo della Liga Veneta nel consiglio regionale del Veneto subentrando a Franco Rocchetta dal 1995 al 2000.
È stato dal 1994 al 1998 presidente (subentrando a Franco Rocchetta) e dal 11 ottobre 1998 al 3 giugno 2012 segretario nazionale della Liga Veneta – Lega Nord.

MA CHI È GOBBO?
Credo che per i trevigiani, anche per chi non segue le sorti politiche, sia considerata una persona stimata e conosciuta.
Nasce a Treviso nel 1949 sindaco di Treviso per due mandati dal 10 giugno 2003 al 11 giugno 2013, storico esponente della Liga Veneta-Lega Nord di cui è stato presidente dal 1994 al 1998 e segretario dal 1998 al 2012.

Come spiega questo straordinario successo?
“La gente era stanca dei soliti partiti “pachidermici” e noi abbiamo offerto loro una svolta poi grazie ai rappresentanti che lavoravano nella azienda di famiglia (utensili Gobbo fuori porta Frà Giocondo)

GIAN PAOLO GOBBO CON GIANCARLO GENTILINI

inondavano le città dove si recavano di volantini dove spiegavamo il motivo della nostra nascita e la mission”.

Parlare delle sue attività politiche diventa davvero difficile tenendo conto la quantità di ruoli e incarichi che le sono stati affidati ci parli invece della difficile situazione della Lega, tutta colpa di Salvini?
“Che ci siano dei problemi è innegabile ma credo che dare la colpa al segretario nazionale sia troppo facile anche perché vorrei ricordare che Salvini ha portato il partito dal 2 al 34%.
Ci sono dei momenti dove le cose non vanno come si vorrebbe e ritengo serva una intelligente e veloce riflessione.”

Onorevole mi scusi perché il Veneto non riesce a diventare Autonomo nonostante nel referendum del 2017 il 98,1% ha scritto Si?
“Ci dobbiamo scontrare contro dei luoghi comuni e delle ipocrisie tipiche della politica quando viene usata dall’opposizione in maniera forviante. Si pensa che si possa sottrarre benessere al sud perché da sempre il Veneto è una di quelle regioni motore per l’economia del nostro paese ma è anche vero che chi lavora meglio e di più non debba sempre regalare.
Credo comunque che questo Governo abbia le caratteristiche per far passare l’Autonomia.
Se non ce la facciamo adesso credo diventerà difficile attuarla ma sono fiducioso perchè il nostro Governatore Zaia tiene molto a questo passaggio”.

Lei ha avuto la bravura di trovare praticamente dal nulla personaggi che poi hanno ricoperto ruoli importanti a livello politico.

GIAN PAOLO GOBBO CON UMBERTO BOSSI

“Il prof, Gianni Mazzonetto l’ho candidato alla presidenza della Provincia e ha vinto, Gentilini a sindaco ed è stato eletto in maniera plebiscitaria per più di un mandato e credo sia ricordato come uno dei sindaci più attivi e più amati della storia della città”.

Quando è stato sconfitto da Giovanni Manildo, Gentilini ha accusato il partito di averlo la-sciato solo. Cosa risponde?
“Che non è vero. I vertici volevano presentare un nome diverso soprattutto per i suoi 85 anni e voleva candidare Federico Caner ma Federico puntava alla Regione così abbiamo proposto Giancarlo ma probabilmente la gente voleva un volto nuovo e per questo non ha vinto”.

Anche Mario Conte è una sua scoperta…
“Si lo ho fortemente voluto perché veniva dal popolo e per la prima volta presentavamo un candidato che non usciva dal Pio X°, e che non era avvocato. Lui aveva studiato al Palladio per diventare geometra, aveva fatto la naia con gli Alpini, era impegnato nel sociale e cantava nel coro della Stella Alpina e devo dire che è stata una scelta vincente”.

Cosa ci dice di Luca Zaia forse la sua scoperta più importante?
“Un giorno, per lavoro vado a San Vendemiano a incontrare un meccanico di nome Bepi Zaia e in officina vedo suo figlio, Luca, un giovanotto attento, curioso carismatico e dalla parlata sciolta e veloce e lo faccio entrare nel partito e da quel momento è iniziata la sua crescita”.

A breve il comune di Treviso è chiamato a votare il nuovo sindaco. Come andrà a finire?
“Che Mario Conte vincerà senza nessun problema. La coalizione con Fratelli d’Italia e Forza Italia è troppo forte ma credo che potrebbe vincere anche se corresse da solo.
Per Treviso ha fatto grandi cose e i Trevigiani lo sanno e lo amano”.

Prima della Liga per chi votava?
“La prima volta per la DC poi mio zio Schiavon si era candidato con i Liberali quindi ho votato loro”.

Cosa fa adesso?
“Sono vice presidente della Fondazione Cassamarca e abbiamo ereditato una situazione pesante ma sotto la gestione del Prof. Garofalo siamo riusciti a rimettere tutto in ordine”.

E con la politica?
“Sono uscito e guardo gli eventi”.

Li guarda solo o li determina?
“Diciamo che qualche volta mi chiamano per un consiglio (e ride…)

di Giampaolo Zorzo