EDITORIALE OTTOBRE 2022

Il ciclone Meloni porta l’Italia a destra.
Sei i parlamentari trevigiani.

L’onda nera si abbatte sull’Italia. Alle recenti elezioni politiche il ciclone Giorgia Meloni ha vinto, anzi stravinto, confermando quindi quello che le proiezioni avevano anticipato. Nessuno però poteva immaginare una vittoria così larga tanto che Fratelli d’Italia è diventato il primo partito in Italia con il 26%, secondo il Partito Democratico fermo al 19% poi clamorosamente il Movimento 5 Stelle con il 15,6% poi, in maniera davvero clamorosa arriva La Lega ferma al 8,9% di poco sopra a Forza Italia che invece arriva all’8,3%.
Al di là dei numeri ci sono alcune riflessioni da fare soprattutto se questi dati vengono confrontati con quelli delle elezioni precedenti, quelle del 2018.
Prendiamo ad esempio i vincitori, Fratelli d’Italia, quattro anni fa aveva ottenuto 1,4 milioni di voti adesso, 7,2 milioni. Come può un partito avere una crescita così spaventosa in soli quattro anni? E’ certamente una cosa che meriterebbe uno studio approfondito. Forse la Meloni ha parlato alle pance degli Italiani che ormai erano scontenti dei soliti partiti e delle solite promesse in campagne elettorali scontate, banali e non mantenute. Forse la Giorgia nazionale è stata premiata per essere stata l’unica a fare opposizione ad un governo dalle larghe intese che sembrava un minestrone, con tutti i partiti all’interno fuorchè uno: il suo.
E’ comunque fuori discussione che i voti che la Meloni ha ottenuto arrivano dai tanti delusi della Lega e della politica di Salvini che se avesse un minimo di rispetto per sé stesso e i verdi militanti dovrebbe rassegnare le dimissioni come invece ha fatto il pieddino Letta, che si è dimostrato di avere più valori umani e professionali e un maggior rispetto verso i militanti della sinistra.
Male quindi, anzi malissimo, per i leghisti che rispetto al 2018 anno perso oltre la metà dei voti, passando da 5,7 milioni di voti agli attuali 2,5.
Molte le teste illustri tagliate. Da Sgarbi (Noi Moderati), Di Maio (Impegno Civico), Carfagna (Azione), Fiano (pd), Bonino (Europa), Calenda (Azione), Tremonti (Fratelli d’Italia), Gelmini (Azione), Appendino (M5s).
Ma come se la sono cavata i trevigiani? Nessuno è andato al Senato, ma sei faranno parte del nuovo parlamento: Carlo Nordio (Fratelli d’Italia), Ingrid Bisa (Lega), Dimitri Coin (Lega), Marina Marchetto Aliprandi (Fratelli d’Italia), Gianangelo Bof (Lega), Rachele Scarpa (Pd).
Ma cosa cambia per i comuni della Marca dove regnava la Lega che adesso è stata bruciata dalla fiamma tricolore? Come si comporteranno i trevigiani alle prossime elezioni comunali per amministrare Cà Sugana?
E’ vero che nelle amministrative si vota più la persona che il simbolo e in questo caso Mario Conte non dovrebbe avere problemi anche perchè l’attuale giunta è composta da Lega e da Forza Italia con il vice sindaco Andrea De Checchi. Ma cosa succederebbe se i Fratelli d’Italia decidesse di correre da soli?

di Giampaolo Zorzo